Un tempo Miss Italia cercava la ragazza della porta accanto, che rappresentasse la bellezza italiana. Le ragazze erano tante, tutte schierate ed eleganti. Poi hanno iniziato ad intervistarle e con timidezza o con forzata disinibizione o con naturale propensione parlavano di loro, i loro sogni, le loro famiglie, i loro fidanzati e i loro studi.
Oggi tutte ballano, tutte cantano (anche quelle che non ne sono capaci), tutte sfilano.
Nessuna dice più cosa studia.
Nessuna dice che lavoro vuol fare.
A tutte viene ripetuto "non preoccupatevi, anche se vincete, SE SIETE BRAVE SFONDERETE NEL MONDO DELLO SPETTACOLO".
Un tempo miss Italia cercava un simbolo, una rappresentanza della ragazza comune.
Oggi è solo un casting per alimentare la voglia di lavorare per il mondo fatato dello spettacolo.
In un'Italia di disuccupazione, lasciamo lontani i discorsi sullo studio e i lavori. Non servono più a nulla. O almeno convinciamo la gente che è così. O alla peggio distraiamola dal pensarci.
Come cenerentola, ho dimenticato da te un paio di scarpe.
Starnutisco dei tuoi micobri e mi domando che diavolo sto scrivendo, perchè da qualche post a questa parte parlo solo di te, perchè scrivo come se mi rivolgessi a te...
Ripenso alle 24 ore trascorse in questa compagnia a 4 della trasgressione, allo sguardo di chi si ferma all'apparenza che andava per le strade della cittadina rivierasca, alla verità che riesci...riesce...sempre a comunicare nel bene e nel male. A quel mio scazzo lancinante e alla tua domanda innocente "sei arrabbiata?" e alla mia risposta falsa, a quel NO detto quasi con un isterico sorriso. Penso che tutto sommato sto bene (psicologicamente), ho incontrato tornata a casa un ragazzo per il quale ho patito le pene dell'inferno e nonostante i tuoi bacilli in circolo ricordo vivamente l'interesse che mi ha lasciato e sono convinta che con lui mi vorrei frequentare nonostante il mio corpo si scaraventi altrove, nonostante senta di appartenere ad un altro, almeno per una piccola quota di me stessa.
I suoi tagli nelle mani e i consigli che mi chiede per guarire, la premura nell'organizzare il pranzo del giorno seguente, per me che non mangio pesce. L'intimità che esplode nel buio totale e il sorriso lieve che ci scambiamo. Il risveglio degli innamorati per 2 che innamorati non sono e non vogliono essere.
L'imbarazzante progredire di queste parole che si sciolgono sulla tastiera del mio computer e l'immaginazione che ti fa vedere orripilato di cotanta parlantina che esce dagli schemi che ribadiamo e sottolineamo e alimentiamo.
Quell'essere noiosi di me che mi lagno e di te che dormi. Il bicchiere pieno o vuoto e il non sapere se continuare.
La libertà del non avere nessun obbligo, ma non toccare la felicità. Che è sempre un passo più avanti di noi.
A volte basta che qualcuno ti dica "stavo scherzando" che tu ci credi (perchè è comodo crederci) e tutto torna come prima.
Cosa dicevo? E' una bella illusione.
Molto stupido.
E se mi gira, non vengo.
Ho tanta voglia di te che non importa come e perchè.
Venerdì non arriva mai e domani mi attende tanto lavoro.
Domani e poi te, non vedo l'ora!
P. S. Ed è brutto dirlo qui e non dirtelo davvero. Forse perchè dal vero, è altro che voglio dirti.
Ho sognato che eravamo sul divano della nostra casa, c'erano anche Marcos e Carlo, che sono come 2 fratelli...e poi c'era lui. Che mi sfuggiva e in ultimo riuscivo a baciarlo. Poi mi alzavo in piedi, serena e ballavo, con quell'energia delle nostre sere d'estate. E a lui pensavo tranquilla. Un po' menefreghista.
Mi sono svegliata colma della tenerezza che emanava.
Dal suo broncio silenzioso. Dal suo timido sorriso. Dalla sua risata gutturale. Dalla sua pelle liscia e chiara. Dei suoi baci delicati. La tenerezza del suo sguardo, del suo sospiro, del suo piccolo e impaurito amore.
La tenerezza della sua spalla e delle sue gambe, del suo corpo che mi cullava.
La tenerezza che tu non trasmetti. E che di lui mi manca assai.